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MeMo Fotografia 2020: Esordi del linguaggio fotografico a Fano

Al via il 24 ottobre il progetto espositivo a cura di Marcello Sparaventi e Simone Giacomoni. 

 

 

L’edizione 2020 di Memo Fotografia nasce da una volontà di approfondire quello che potrebbe definirsi l’esordio di un linguaggio fotografico, di natura interpretativa della città, da parte di fotografi, amatori o professionisti, attivi nell’ambiente culturale fanese tra 800 ed inizio 900.
I punti di vista sulla città risultano molteplici e diversificati: dai dettagli delle opere d’arte si passa alle viste urbane, dai ritratti si passa alla documentazione di scavi archeologici e delle opere di ammodernamento urbano. Dal punto di vista linguistico si evince un enorme entusiasmo, da parte dei fotografi fanesi, nei confronti della rappresentazione e della riproduzione fotografica degli elementi della città, con metodi e tecniche all’avanguardia ed in un contesto culturale fortemente caratterizzato dalle novità in ambito tecnologico e scientifico.
Il patrimonio fotografico conservato presso il Fondo Fotografico della Biblioteca Federiciana di Fano risulta essere incredibilmente utile al fine di comprendere come questo nuovo linguaggio rappresentativo sia arrivato, e si sia velocemente diffuso, tra gli autori maggiormente arrivi in città. Tale materiale fotografico, conservato quasi sempre sia come lastra negativa originale, sia in forma di stampa coeva all’originale e spesso firmata o timbrata dal fotografo stesso, offre uno spaccato chiaro ed utile per comprendere come gli intrecci umani, amatoriali e professionali, siano stati determinanti al fine della creazione di una enorme documentazione fotografica di Fano ad inizio 900.
Il progetto di mostra proposto trova collocazione, temporanea, negli spazi espositivi della Memo - Mediateca Montanari di Fano, grande contenitore culturale contemporaneo determinato da una buona affluenza di pubblico eterogeneo e spesso attento ed interessato alle proposte di natura fotografica storica; è importante che la città di oggi venga a conoscenza del modo in cui, oltre cento anni fa, Fano fosse rappresentata, nei suoi edifici oggi spesso scomparsi e nelle vie, nelle porte, nelle vite di chi ha percorso le stesse strade, e gli stessi linguaggi di rappresentazione.
I materiali originali provengono in parte dai fondi della Biblioteca Storica Federiciana e anche da collezionisti privati come Paolo Talevi e Giulio Marcucci, i quali dalla prima edizione hanno prestato la loro competenza e i loro materiali a Memo/Fotografia.

 

La mostra sarà visitabile dal 24 ottobre al 22 novembre 2020 negli orari di apertura della Memo.

Inaugurazione on line qui:
https://zoom.us/j/92198822160?pwd=L2ZCRjBTMUs4ZW5jK01uaFVYSWZEZz09

Con gli interventi dell’architetto Simone Giacomoni e Marcello Sparaventi presidente di Centrale Fotografia.