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martedì, 02-04-2019 08:35

L’ex chiesa di San Francesco a Fano. Un monumento unico nel centro storico della città


L’ex chiesa di San Francesco a Fano. Un monumento unico nel centro storico della città

Foto di MPhoto Grafica

La meraviglia e lo stupore sono le sensazioni che si provano visitando l’ex chiesa di San Francesco a Fano. Non si può di certo rimanere indifferenti davanti a questo edificio così unico nel vasto patrimonio culturale della città: una chiesa priva del tetto, a cielo aperto, con il pavimento di prato. La chiesa è situata in pieno centro storico e si affaccia sulla strada omonima: via San Francesco. Annessa alla chiesa si trova il convento di San Francesco che oggi ospita la sede comunale della città.

Ma conosciamo meglio la sua storia.


Le origini

La chiesa e il convento di San Francesco vennero costruiti a partire dalla metà del XIII sec., nelle vicinanze della più antica chiesa di San Giuliano, oggi andata perduta. Le prime testimonianze risalgono al 1225, quando Papa Alessandro VI concedeva l’indulgenza a chi offrisse denaro per la costruzione della chiesa e del convento, concessa poi anche dal vescovo di Fano nel 1286. Grazie a queste offerte, la chiesa fu ultimata e consacrata solennemente nel 1336 dal vescovo di Fano Iacopo II, dal frate Pietro di Pesaro e dal vescovo di Senigallia. Durante il periodo di dominio della famiglia Malatesta a Fano (1357 - 1463) la Chiesa vivrà un periodo di grande splendore e fu scelta per accogliere le tombe della famiglia.

Dell’antico convento non resta più nulla, fu demolito e rifatto ex novo nella seconda metà del 1700, secondo un gusto in stile vanvitelliano ad opera dell’architetto fanese Francesco Maria Ciaraffoni e concluso nel 1774. Nel tempo subì diverse destinazioni d’uso, nei primi anni del Novecento fu utilizzato come caserma e, dal 1912, venne ristrutturato per ospitare gli uffici comunali, funzione che mantiene ancora oggi.


La chiesa medievale

Dell’antica struttura medievale sopravvive solo parte del fianco sud – occidentale tuttora visibile, parte del muro parallelo che è occultato dall’edificio conventuale settecentesco e la facciata anch’essa occultata dalla loggia ottocentesca che ospita le tombe malatestiane e il bellissimo portale. Dall’insieme di questi elementi si può ipotizzare che l’antica costruzione era in laterizio e aveva lesene che correvano lungo il perimetro della chiesa; un’ apertura circolare nella parte superiore della facciata consentiva l’illuminazione della chiesa e lungo il fianco occidentale furono aperte, in epoche differenti, almeno quattro monofore, oggi murate e riconoscibili nel loro perimetro.


I lavori di ammodernamento del 1800

Dopo quarant’anni di abbandono durante i quali la chiesa fu utilizzata come magazzino e poi come stalla, nel 1840 iniziarono i lavori di ampliamento e ammodernamento secondo i canoni estetici del periodo, di natura neoclassici, ad opera degli architetti Giuseppe Ferroni e Angelo Innoncenzi, che terminarono il 13 giugno 1850.

Il progetto dei due architetti conservava l’orientamento e la larghezza originale dell’edificio, ma ne stravolse del tutto l’assetto:

  • le strutture murarie laterali furono alzate;

  • fu costruita una copertura a volta;

  • fu realizzato un campanile che venne però demolito nel 1874;

  • l’interno venne completamento rivestito in marmo, perdendo così completamente le decorazioni originali.

La nuova struttura si presentava solenne e monumentale, ma compromessa nella stabilità, subendo dei grossi danni a seguito di alcuni terremoti che colpirono la città (nel 1916, 1924 e 1930); negli anni Trenta, infatti, a seguito di gravi danni subiti, fu privata dalla pesante copertura, dell’innalzamento delle pareti e venne definitivamente consolidata.

Questi lavori trasformarono completamente la sua “fisionomia”, donandogli quell’aspetto tra l’unico e il meraviglioso che ci stupisce ancora oggi


La Chiesa dal 1930 fino a oggi

Entrando nell’ex chiesa di San Francesco è ancora riconoscibile l’impianto a navata unica e alcuni tratti neoclassici, visibili soprattutto nelle colonne corinzie che sono sopravvissute. All’inizio dell’aula, all’interno di una nicchia a destra, si trova la tomba neoclassica di Maddalena Ferroni con al centro un medaglione raffigurante il volto della defunta. La tomba fu commissionata a Giovanni Cai dal padre della defunta, Giuseppe Ferroni, l’architetto che si occupò del progetto di ristrutturazione ottocentesco.


La loggia malatestiana

Anche il portico rientrò nell’importante progetto di risistemazione generale della chiesa e fu ricostruito in stile Neogotico dall'ingenerare di Faenza Filippo Bandini. La loggia si sviluppa su tre arcate a sesto acuto poggianti su colonne in pietra, i cui capitelli riportano forme tipiche dell’architettura romana. Nella sommità dei tre archi è rappresentato lo stemma dei Malatesta.

Nella campata centrale si apre invece il magnifico portale strombato di accesso alla chiesa, unico elemento originale della primitiva edificazione medievale.


Le tombe malatestiane

Il sottoportico della loggia è, invece, occupato dalle splendide Tombe Malatestiane, che furono spostate dal coro della chiesa nel 1659. Le arche funebri sono composte da tre tombe e una lastra tombale:

  • da sinistra si trova l'Arca di Bonetto da Castelfranco, medico della famiglia dei Malatesta sovrastata della lastra tombale della famiglia Boccacci;

  • sulla parete sinistra è collocata la tomba di Paola Bianca Malatesta, prima moglie di Pandolfo III Malatesta;

  • a destra del portale si trova l'Arca di Pandolfo III.

Quella di Paola Bianca Malatesta è un vero e proprio capolavoro di scultura tradogotica ad opera dello scultore veneziano Filippo di Domenico. Qui un ricchissimo apparato scultoreo fa da corona alla bella immagine della defunta distesa sul coperchio del sarcofago.

Risale, invece, al 1460 la tomba rinascimentale che Sigismondo Malatesta commissionò a Leon Battista Aberti destinata ad ospitare la salma del padre Pandolfo III. L’arca realizzata in granito rosso fu aperta nel 1995 restituendo il corpo mummificato del signore di Fano. Il farsetto che indossò per il suo ultimo viaggio è ora conservato e visibile alla pinacoteca del Museo del Palazzo Malatestiano.


La chiesa di San Francesco oggi

L’ex – chiesa di San Francesco oggi è di proprietà comunale e viene usata per ospitare eventi culturali di qualità, durante la stagione estiva, ed è anche una location molto suggestiva dove si celebrano matrimoni civili.



Info utili

Alla scoperta della Fano Medievale> http://ht.ly/EMId30ohVLI


Il Museo Archeologico e Pinacoteca del Palazzo Malatestiano> https://museocivico.comune.fano.pu.it/


Il sito ufficiale del Turismo di Fano> https://www.turismofano.com/



Bibliografia

Fano Medievale, a cura di Francesco Milesi, Fano, Gaphro 5, 1997


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