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Bianchello
del Metauro
Riferimenti alle proprietà del Bianchello del Metauro se ne hanno
sin da epoca remota, Tacito l'amava e, nella torrida estate del
207 avanti Cristo, questo vino fu protagonista di una curiosa leggenda
che narra ancor oggi come l'avanzata di Asdrubale, fratello di Annibale,
si fermò proprio perché le truppe Cartaginesi, assetate e sfinite,
si lasciarono facilmente sedurre da questo nettare giovane e fresco.
Non sappiamo quanto di vero possa esserci in quella per molti è
solo una leggenda, ma resta il fatto che questo Bianchello, o Greco
di Bianco o Biancame, affascina i migliori intenditori per le sue
amabili caratteristiche: ottimo per accompagnare la cucina di mare,
delizioso da bersi anche come semplice aperitivo.
Il Bianchello è un vino che esprime al meglio la sua fragranza entro
il primo anno e mezzo, reggendo bene anche un moderato invecchiamento
(due anni), acquistando in sapidità e maturità. È un vino secco
e fresco, leggero di corpo ma fine ed equilibrato.
La doc comprende 18 comuni, tra questi, Cartoceto, Saltara e Serrungarina
sono indubbiamente le zone che ospitano le cru migliori.
Sangiovese dei colli pesaresi
Ottenuto da uve sangiovesi, è un vino dal bel colore rosso rubino,
quasi granato, dai sentori di vinosità che, con l'invecchiamento,
divengono delicati profumi fruttati. Al gusto si presenta secco,
quasi fresco di buona sapidità. Il Rosso dei Colli Pesaresi si abbina
alla perfezione con paste al ragù, con carni bianche al forno o
arrostite. E' ottimo sul "coniglio in porchetta" (nelle Marche si
definiscono 'in porchetta' quelle ricette in cui sui usa il finocchietto
selvatico), ma si abbina alla perfezione anche sui piatti al tartufo
tipici dell'entroterra.
Merita una citazione la sottodenominazione DOC "Focara", dove il
disciplinare prevede una eventuale aggiunta di locali uve da pinot
nero in percentuale non superiore al 15%.
Vini tipici
Ancor oggi, la preparazione in casa di distillati, digestivi e altre
bevande alcoliche è una pratica comunemente diffusa nella provincia
di Pesaro e Urbino. La tradizione dei vini dolci, ad esempio, è
motivo di orgoglio per i vinificatori delle nostre campagne.
Ricordiamo il "Vino santo", caratteristico di Sant'Angelo
in Vado e dei colli vadesi, di Urbino e di Pergola, prodotto da
uve selezionate, coltivate in terreni collinosi e assolati.
Ma anche il "Vino cotto" di Cagli, prodotto secondo indicazioni
dall'antichissima matrice, e poi il "Visner" o
vino di visciole, la cui ricetta, tipica dell'entroterra, nasce
dall'incontro della vite con frutta dolce e saporita. Una volta
le visciole si facevano macerare col vino per dissetare i contadini
nelle campagne, oggi, il visner è divenuto una ricercata prelibatezza
dei ristoranti che amano le tradizioni.
Altra apprezzata produzione della provincia è il "Nocino",
ottimo digestivo, la cui preparazione segue tradizioni di lunga
data: da sapere, infatti, che le noci utilizzate per questo vino,
sono quelle che tradizionalmente ogni anno si raccolgono la notte
del 24 giugno, festa di San Giovanni e notte delle streghe.
Si ringraziano V. Valentini e la provincia
di Pesaro e Urbino per la gentile concessione.
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